ROTTA BALCANICA
Cos'è la Rotta Balcanica?
I flussi migratori verso l’Europa non riguardano solamente il mar Mediterraneo. Molte persone percorrono quella che viene chiamata rotta balcanica, un percorso che parte dai paesi del Medio Oriente o dalla Turchia e, attraversando tutta la penisola balcanica, arriva alle porte dell’Europa.
Le persone che intraprendono questo viaggio hanno alle spalle storie molto diverse. Alcune fuggono da guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani o situazioni di instabilità politica, mentre altre cercano di sottrarsi a condizioni di estrema povertà o a contesti in cui non vedono prospettive per il proprio futuro. Per molte di loro la migrazione rappresenta una scelta obbligata più che una libera decisione.
Durante il lungo viaggio, le persone in movimento vivono in situazioni precarie, dentro campi rifugiati sporchi, freddi e senza servizi, oppure rimangono bloccate per mesi in case abbandonate lungo i confini, senza cibo, vestiti, possibilità di lavarsi o ricevere cure mediche. I tentativi di attraversamento dei confini sono spesso molteplici. Tra le persone in movimento questo tentativo viene spesso chiamato game.
Non è raro che chi viene intercettato dalle autorità sia respinto e costretto a ricominciare il percorso da capo, affrontando nuovamente lunghi cammini, condizioni climatiche difficili e il rischio di violenze, furti o sfruttamento. In questa situazione di estremo disagio la vita delle persone è spesso legata alle decisioni dei trafficanti e alla dura repressione della polizia.
Dal 2015 questa rotta è diventata progressivamente più pericolosa. La repressione delle autorità ha portato le persone a cercare tragitti sempre più nascosti e isolati, aumentando considerevolmente i rischi. A trarre vantaggio da questa situazione sono anche i trafficanti, che si offrono di accompagnare chi vuole raggiungere l’Europa oltre i confini in cambio di grosse somme di denaro.
La maggior parte delle persone che intraprende questa rotta riesce infine a raggiungere l’Italia, spesso entrando dal confine nord-orientale. Molti arrivano dopo mesi o anni di viaggio e in condizioni di forte vulnerabilità fisica e psicologica.
Una volta giunti sul territorio italiano, alcuni presentano immediatamente domanda di protezione internazionale, mentre altri rimangono temporaneamente invisibili alle istituzioni per timore, disinformazione o difficoltà di accesso alle procedure amministrative.